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Scegli la cosa giusta

Ho riflettuto su cosa davvero noi pensiamo sia importante nella vita; cosa noi riteniamo rilevante. Perché tu, che stai leggendendo, ritieni fondamentali o tristemente normali molte cose che fai quotidianamente: Scegli biancheria intima firmata nella vana speranza di dare una botta di vita a una relazione defunta. Scegli le borse, scegli le scarpe con i tacchi, il cachemire e la seta, così puoi sentire quello che spacciano per felicità. Scegli un iPhone fatto in Cina da una donna che si è buttata dalla finestra, lo metti nella tasca della giacca, fresca di una fabbrica di schiavi del Sud-est asiatico. Scegli Facebook, Twitter, Instagram e mille altri modi per vomitare la tua bile contro persone mai incontrate. Scegli di aggiornare il tuo profilo, dire al mondo cos'hai mangiato a colazione, sperando che a qualcuno da qualche parte freghi qualcosa. Scegli di cercare vecchie fiamme augurandoti caldamente di non essere inguardabile come loro. Scegli di scrivere un blog dalla prima sega all'ultimo respiro, interazione umana ridotta a niente più che dati. Scegli di strepitare sull'aborto e sulle adozioni omosessuali. Scegli che l'11 settembre non sia mai successo, e se mai sono stati gli ebrei. Scegli un contratto a zero ore, un viaggio casa-lavoro di due ore, e sceglierai lo stesso per i tuoi figli ma peggio, e magari dì a te stesso che sarebbe stato meglio se non fossero nati, e poi sdraiati e soffoca il dolore con una dose sconosciuta di una droga sconosciuta fatta in una qualche fottuta cucina della Colombia o raschiata dall’intonaco di una parete. Scegli le speranze non realizzate, desiderando di aver agito diversamente. Scegli di non imparare mai dai tuoi errori, scegli di osservare la storia che si ripete, scegli di riconciliarti lentamente con quello che vuoi ottenere, invece di quello che hai sempre sperato. Scegli la delusione, scegli di perdere le persone care, quando spariscono dalla vista un pezzo di te muore con loro, finché non vedrai che un giorno nel futuro una per volta saranno sparite tutte e di te non rimarrà niente, nè di vivo nè di morto. Pensaci se ciò che fai è la cosa giusta.
Sara Pisani

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Le morti

Mi sto convincendo sempre di più di una cosa: dopo diverse morti che ci sono state (Stephen Hawking,  Davide Astori e ora Fabrizio Frizzi), sono arrivata ad una semplice conclusione. Noi essere umani siamo come i maiali, ci si apprezza una volta morti.

Libertà di parola

La libertà di parola non esiste più: se non dici ciò che pensi, allora sei un associale. Se dici ciò che pensi, allora vuoi sempre essere al centro dell’attenzione. Se ciò che non dici è una cosa bella, allora non vuoi dare una soddisfazione a colui a cui è riferita. Se ciò che dici è una cosa bella, allora sei un gran paraculo. Se ciò che non dici è una cosa brutta, allora non hai le palle. Se ciò che dici è una cosa brutta, allora sei uno stronzo senza cuore. Morale? Qualunque cosa tu dicaa, o non dica, sarà sempre la scelta sbagliata.

Più arte su Instagram

Più arte su Instagram? Una gran cazzata. Un “progetto” che hanno lanciato alcuni profili Instagram per fare colpo sulla gente, come se mettere la foto di un quadro di cui non si sapeva nemmeno l’esistenza fino a cinque minuti fa, possa essere d’ispirazione per qualcuno. Non fate un omaggio all’arte facendo ciò. L’arte è arte e va apprezzata ogni singolo giorno. Instagram e l’arte sono due cose opposte e mai si incontreranno. Non portate questo format, è inutile. L’arte è spontaneità, non messa in scena.